Perché la bolletta è scritta in modo incomprensibile
Non è un caso e non è cattiveria: la bolletta deve contenere per legge una quantità enorme di informazioni, e il risultato è un documento in cui il numero che conta davvero è sepolto in mezzo ad altri quaranta. Il totale in prima pagina, quello grande, è il meno utile di tutti: dipende soprattutto da quanto hai consumato in quei due mesi, non da quanto è buono il tuo contratto.
Due bollette da 180 euro possono nascondere una situazione ottima e una pessima. Per distinguerle serve guardare altrove.
Le quattro famiglie di voci, e quali puoi davvero cambiare
Qualunque bolletta elettrica, di qualunque fornitore, è divisa negli stessi quattro blocchi. Saperli distinguere è metà del lavoro.
- Spesa per la materia energia: è quello che paghi per l'energia vera e propria. È l'unico blocco deciso liberamente dal fornitore, ed è l'unico su cui puoi guadagnare cambiando contratto.
- Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: paga la rete e il distributore locale. È stabilita dall'autorità di regolazione ed è identica con qualunque fornitore.
- Spesa per gli oneri di sistema: voci di sistema stabilite a livello nazionale. Identiche per tutti.
- Imposte: accise e IVA. Identiche per tutti.
Dove sta il prezzo al kWh
Salta la prima pagina e vai al dettaglio, la parte che quasi nessuno legge. Cerca il blocco intitolato «spesa per la materia energia». Lì dentro trovi un valore espresso in euro al kWh, di solito con tre cifre decimali: qualcosa come 0,142 oppure 0,285.
Se il tuo contatore lavora a fasce orarie ne troverai tre, chiamate F1, F2 ed F3. F1 è il giorno feriale, F2 e F3 coprono sere, notti e festivi. Per farti un'idea rapida usa la fascia in cui consumi di più, che per una famiglia è quasi sempre F3. Per un conto preciso serve la media pesata sui consumi reali, e quello conviene farlo fare a qualcuno.
Nello stesso blocco cerca anche la quota fissa, che a volte si chiama quota commercializzazione o corrispettivo fisso. È un importo mensile che paghi comunque, anche se stai fuori casa un mese intero.
I due numeri che valgono tutti gli altri
A questo punto hai in mano le uniche due cifre che servono per capire se il tuo contratto è buono: il prezzo al kWh e la quota fissa mensile.
Il prezzo al kWh moltiplicato per il tuo consumo annuo ti dà la parte variabile. La quota fissa moltiplicata per dodici ti dà la parte che paghi comunque. La somma è l'unica cosa che cambia se cambi fornitore.
Un esempio concreto. Su 4.800 kWh l'anno, un prezzo di 0,30 euro al kWh con 14 euro al mese di quota fissa fa 1.608 euro l'anno. Le migliori offerte a prezzo fisso stanno intorno a 0,216 euro al kWh con 7 euro di quota: 1.120 euro l'anno. Stessa casa, stessi consumi, stessa identica corrente nella presa. Ballano quasi 500 euro.
Dove trovi il tuo consumo annuo
Quasi tutte le bollette contengono un grafico o una tabella con lo storico dei consumi degli ultimi dodici mesi, spesso sul retro o in fondo. Se c'è un totale annuo in kWh, quello è il numero che ti serve.
Se non lo trovi, prendi il consumo della bolletta bimestrale e moltiplicalo per sei. È un'approssimazione grossolana, perché consumi molto di più in inverno se hai riscaldamento elettrico o pompa di calore, ma per capire l'ordine di grandezza basta.
Cosa fare adesso
Con prezzo al kWh e consumo annuo in mano puoi fare la verifica in trenta secondi e vedere di quanto sei sopra le migliori offerte del momento. Il calcolo è aritmetica semplice e te lo mostro per intero.
Se il risultato ti dice che sei allineato al mercato, non fare niente: cambiare fornitore quando sei già messo bene è solo fatica sprecata. Rimetti il controllo in calendario fra sei mesi, perché le offerte scadono.
Domande frequenti
Il prezzo al kWh sulla mia bolletta cambia ogni mese: è normale?
Sì, se hai un'offerta a prezzo variabile (indicizzata): in quel caso il prezzo segue l'andamento del mercato all'ingrosso e si aggiorna periodicamente. Con un'offerta a prezzo fisso invece resta bloccato per tutta la durata concordata. Nessuna delle due è meglio in assoluto: il fisso ti dà prevedibilità, il variabile ti fa seguire il mercato sia in discesa sia in salita.
Ho tre prezzi diversi F1, F2 e F3. Quale uso per il confronto?
Per un'idea rapida usa la fascia dove consumi di più, che per la maggior parte delle famiglie è F3 (sere, notti e festivi). Per un confronto serio serve la media pesata sui consumi effettivi di ogni fascia, che trovi nel dettaglio della bolletta.
Perché il totale della bolletta non è un buon indicatore?
Perché dipende soprattutto da quanto hai consumato in quel periodo. Una bolletta invernale è più alta di una estiva anche con lo stesso identico contratto. Il prezzo unitario invece è indipendente dai consumi ed è l'unica cosa confrontabile.
Cosa vuol dire quota fissa e perché è importante?
È un importo mensile che paghi indipendentemente dai consumi. Sotto i 10 euro al mese è normale. Sopra i 15 diventa un modo per farti pagare di più senza toccare il prezzo al kWh, che è il numero su cui guardano tutti i comparatori: 20 euro al mese di quota fissa sono 240 euro l'anno che nessun confronto automatico ti mostra.
